La nostra storia non inizia del 2021, ma nasce negli anni 70 con l’attività di Ippolito e la produzione di barbatelle per conto terzi che porta avanti per circa 15 anni.
Con l’arrivo dell’età industriale, il figlio Lorenzo decide di cambiare strada, perchè l’incertezza sulla fruttuosità della terra era troppo alta.
Tuttavia, a coltivare l’amore per la terra c’è Maxmilian, figlio di Lorenzo, che, fin da quando era in fasce, veniva portato in vigna nel periodo della vendemmia.
Ippolito, nel tempo, decide di non produrre più barbatelle, ma continua la produzione di uva e vino negli appezzamenti di proprietà.
Il nipote Maxmilian intanto cresce e si appassiona sempre di più all’agricoltura e, dopo aver fatto gli studi dovuti, si dedica completamente all’azienda agricola.

In giovane età Maxmilian perde il padre, ma rimane sempre sotto l’occhio vigile del nonno Ippolito, che lo guida durante il corso della sua vita.
A 20 anni Maxmilian inizia, insieme al nonno, la manutenzione dei vigneti, che ormai avevano 35 anni.
Negli anni 2000/2001 incominciano con i primi estirpi, per poi reimpiantarli.
Un grande lavoro che li ha fatti passare da un terreno di 2 ettari a 5 ettari, all’avanguardia con i più moderni sistemi di coltivazione.

Nel corso degli anni, sono diventati soci e parte del consiglio di amministrazione di una cantina sociale, alla quale, fino al 2021, consegnavano in toto la loro produzione.
Nel 2017 arriva in famiglia Ettore, figlio di Maxmilian, nato prematuro. Una grande gioia quando è arrivato a casa dopo le numerose visite effettuate e le settimane trascorse in ospedale. La tenacia di questo piccolo è stata incredibile e questo ha dato la forza a Maxmilian di ricominciare il percorso iniziato dal nonno.
Da qui nasce l’idea di imbottigliare del vino e iniziano anche le numerose ricerche, per trovare il prodotto che potesse identificare al meglio il marchio.

Nel 2021 si arriva alla creazione del nostro prosecco: “Ettore“. Assaporato nei momenti conviviali, prende il nome di Ettore proprio perchè è stata una grande festa il suo arrivo a casa.
Il nostro Raboso “Picchio Rosso” e l’Incrocio Manzoni “Picchio Verde“, racchiudono a pieno quello che è il nostro territorio.
L’idea di etichettare questo vino con il nome di un uccello, nasce dal fatto che, nei rispettivi terreni di produzione, sono presenti dei gelsi secolari popolati da questi uccelli, picchi rossi e picchi verdi.
Presto arriverà anche il vino in ricordo del nonno Ippolito. Un Raboso puro, di grande struttura, barricato 3 anni, dal gusto deciso e avvolgente.